Trentino Alto Adige – appunti di viaggio: Tramin

Chiudiamo il ciclo di appunti sull’Alto Adige con una cantina che è stata già protagonista di un mio articolo. Siamo nuovamente a Termeno e Tramin è una tappa obbligata, non solo per i suoi prodotti ma anche per la cantina di recente costruzione che offre una vista sul circondario e stupisce per l’abilità di chi l’ha disegnata. Per quanto moderna, non si fa notare e ricorda con le sue strutture metalliche le vite che la circondano. Ottimo il servizio e la disponibilità dello staff.

foto-e1396956313150Procediamo con le degustazioni, partendo dalla linea I Classici, tra cui abbiamo assaggiato i seguenti Monovitigni:

Pinot Bianco Moriz 2013: naso fantastico, frutto maturo, acidità bilanciata, alcol parte integrante dell’assaggio, non si impone e non infastidisce. Mi stupisco dei suoi 13.5 gradi guardando l’etichetta. Ottimo rapporto qualità/prezzo. Il 20% di botte grande gli dona longevità senza pesanti sovra strutture.

Sauvignon 2013: naso intenso, un Sauvignon da manuale, foglia di pomodoro e pompelmo si stagliano indiscussi al primo sentore. In bocca la sua intensità colorata si smorza per lasciar decisamente posto alla mineralità e a una decisa acidità. Lungo e persistente, fantastico. Solo acciaio.

Lagrein 2013: vino apprezzabile per la sua semplicità, da poter accostare ai pasti di tutti i giorni, assolutamente di ottima fattura, non presenta asperità e si può facilmente abbinare con la cucina quotidiana del luogo.

Tra le Selezioni, abbiamo optato per due monovitigni di eccellenza, il MontanVista dalla Cantina (Sauvignon) 2012 e il Nussbaumer (Gewurztraminer) 2013. Pratiche di cantine diverse per due vini che provengono da terreni differenti. Le uve del Montan vengono da Montagna, zona dal terreno calcareo e argilloso, a un’altitudine di 450 – 550 m con un’escursione termica tale da favorire lo sviluppo di profumi intensi. Il 20% di queste uve passa in botte grande. Il Nussbaumer è figlio di dei vigneti situati proprio sul Maso di Nussbaumer, alle spalle di Termeno, da terreni ghiaiosi e argillosi con un sottosuolo porfirico tra i 350 e i 550 metri. Le viti beneficiano della brezza che risale dal Lago di Garda garantendo una ventilazione ottimale. Le sue uve hanno fatto solo acciaio, scelta azzeccata per un’annata calda che ha portato piena maturazione. Entrambi pluripremiati e a ragion veduta. Il Montan e’ un Sauvignon in attesa di dare il massimo sul lungo termine. Frutto e fiore sono attutiti, meno netti rispetto al base, un vino morbido, da aspettare, ottimo. Il Nussbaumer ci fa viaggiare verso mete esotiche con il suo colore intenso e morbido, le note speziate e tropicali.

Non ci ha convinto invece lo Stoan 2013, appartenente alla serie Vini d’Autore. Blend Tramindelle quattro uve finora assaggiate singolarmente e selezionate tra i migliori vitigni della cantina, anch’esso pluri premiato, si discosta dallo stile essenziale e pulito dei vini bianchi altoatesini, per avvicinarsi a note più complesse e morbide, meno immediate e accattivanti.

Prima di chiudere questo ciclo di degustazioni, ci tengo a indicare le altre cantine che abbiamo visitato (e i vini da assaggiare assolutamente), ma le cui annotazioni si sono perse tra naso e palato, sfuggendo a carta e inchiostro! Meritano sicuramente una visita: Hofstatter, Girlan (Sauvignon Flora, assaggiato una bottiglia del 1997 ancora in forma smagliante), Cantina Cooperativa di Caldaro (da non perdere il Serenade, moscato dolce passito), San Michele Appiano (Gewurztraminer e Sauvignon, Manincor (La Riserva della Contessa).

Detto ciò, non mi resta che augurarvi di fare ben presto un viaggio in Alto Adige!

Bruxelles, il 10 novembre 2014  Marta Di Iorio

 

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