Trentino Alto Adige – appunti di viaggio: Tenuta San Leonardo

   
Il carmenereEccoci qui in Trentino-Alto Adige: montagne sullo sfondo, vigneti e meleti a perdita d’occhio, un verde intenso che ti riempie gli occhi. È la mia prima volta qui e già solo la vista si sente appagata. Chissà cosa proveranno olfatto e gusto! prima di ogni viaggio enogastronomico è d’obbligo informarsi su quali cantine valga la pena visitare. Facciamo leva anche sulla nostra pregressa conoscenza e voglia di approfondire “temi” che ci hanno incuriosito. Questo e gli articoli che seguiranno sono la fedele trascrizione degli appunti presi durante gli assaggi e delle impressioni che ogni cantina mi ha suscitato. Lungi dal proporre una guida esaustiva dell’attuale proposta di ogni cantina, mi propongo semplicemente di condividere le mie scoperte! partiamo dal Trentino. Due visite di un certo calibro che da sole hanno riempito la nostra giornata.
Tenuta San Leonardo_LOGO 2011_ok

Prima tappa: Tenuta San Leonardo. Sole accecante, cielo blu. Ci fermiamo a “La Botte”, piccola enoteca di fronte all’ingresso della tenuta, in cui si possono assaggiare i vini e acquistarli. Ci accoglie una sorridente e simpatica signora e da lì comincia la nostra esperienza. Vette di San Leonardo 2013, Sauvignon Blanc 100%: una vera scoperta. Dove nasce il S. LeonardoColpisce  per la sua mineralità e franchezza, naso pulito e lunga persistenza che lo rendono assolutamente affascinante. Si passa ai rossi: il Terre di San Leonardo 2011,  che si può considerare come la “mini-versione” del vino simbolo di questa cantina, sempre elegante, ha un tannino più evidente e meno addomesticato, si sente leggermente la tostatura. Rimane un vino elegante e discreto, con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Una scelta consigliata per pranzi e riunioni conviviali, anche dopo una decina d’anni dalla vendemmia. Assaggiamo poi il Villa Gresti 2008, secondo rampollo di famiglia a base Merlot e Carmenere. L’invecchiamento in barrique qui si sente tutto e comporta quindi un minor apprezzamento da parte del mio palato. L’eleganza che caratterizza i vini di questa cantina è sempre presente, ma mai quanto nel San Leonardo, vero protagonista degli assaggi. La vendemmia 2007 forse risente un pò dell’annata calda, ma nulla perde dell’impronta raffinata che lo caratterizza: tannino setoso, bocca piena, rotondo, tutti gli elementi si integrano perfettamente e giocano il loro ruolo per regalare un sorso armonico. Fortuna vuole che anche l’annata 2006 sia ancora in vendita: non ce la lasciamo sfuggire. Al momento di pagare per i nostri acquisti (due San Leonardo 2006, un 2007, un Tenuta San Leonardo 2011 e una bottiglia de Le Vette) compare dal retrobottega il Marchese. Avevamo già rinunciato all’idea di poter vistare la tenuta (serve infatti la prenotazione), e invece lui stesso si offre di accompagnarci a fare un giro, con la squisitezza e la cavalleria tipica dei Signori di un tempo. Rimaniamo estasiati alla vista dei vigneti, una parte allevata a guyot e un lato interamente dedicato al Carmenere, che beneficia invece della pergola trentina. Mentre scendiamo alla guida del Marchese Gonzaga nella Tenuta San Leonardo - cantinacantina sotterranea e di lì alla barricaia, ci racconta come la passione per i vini francesi lo abbia portato a selezionare e importare da lì cloni di Cabernet adatti al terreno della tenuta, una volta capito che quello che  consideravano storicamente Cabernet non era in realtà nient’altro che Carmenere. Da lì ci immergiamo nella storia del luogo visitando il piccolo museo che raccoglie oggetti legati alla viticoltura e all’agricoltura, inclusi i trattori, usati dai contadini che hanno abitato e lavorato nella Tenuta. Siamo poi lasciati liberi di aggirarci per i vigneti, accompagnati da due cagnoloni scodinzolanti.   Il Marchese è affascinante come i suoi vini: una personalità che lascia il segno per la sua cortesia e signorilità, così rare oggigiorno e che si ritrovano tal quali nei suoi vini.

Qual è stata la seconda tappa trentina? Lo scoprirete al prossimo articolo! Buon San Leonardo a tutti!

Roma il 19 Agosto 2014
Marta Di Iorio

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