Orizzonte Nizza in tour – Storia di una DOCG

Melodia VinoLa melodia del Nizza ha sapientemente avvolto la città di Roma con lo spirito di una Rock Band in tour. Note, virtuosismi e colori sono stati la base per comporre uno scenario di quelli a più dimensioni che ha permesso allo spettatore di gravitare ruotando a trecentosessanta gradi su un territorio, per esaminarlo in prospettiva attraverso il corso del tempo, prima toccando con mano le radici storiche, quelle autentiche e incontaminate, poi le scelte di percorso più recenti che ad oggi fanno del Nizza la potenziale punta di diamante per la Barbera.

L’evento si è tenuto presso la sede Ais di Fiumicino, a fare gli onori di casa il delegato Stefano Buonocore, per un seminario di notevole spessore dal sapore di anteprima, di quelle da raccontare un domani, condito dalla peculiarità di poter partecipare ad una verticale completamente di territorio, in cui il protagonista non è rappresentato dal singolo produttore e che prossimamente sarà descritta su Into the Wine.

Grazie alla collaborazione del relatore Andrea Petrini, autore del wine blog Percorsi Di Vno ed al contributo di una piccola rappresentanza di produttori dell’Associazione del Nizza, capitanata dal Presidente Gianluca Morino, è stato possibile ripercorrere le fasi che oggi hanno reso possibile la stesura del nuovo disciplinare “Nizza DOCG” in procinto di essere approvato dai Servizi della Commissione europea.

Orizzonte Nizza in tour RomaUna serie di tappe concretizzate grazie ad una sconvolgente coesione di gruppo, quell’armonia che la Band di produttori ha saputo trasmettere durante un’intensa due giorni romana con l’unico scopo di promuovere, tutelare e comunicare il territorio del Nizza.

Eppure non dev’essere stato semplice contrastare gli sguardi di disapprovazione alla vista dei primi diradamenti, le potature a secco e quelle verdi, quando ricercare la qualità a scapito della quantità era semplice follia ed occorre avere coraggio per perseverare sin dai primi anni del 1990 in tecniche di vinificazione che il legislatore ha riconosciuto formalmente soltanto nel 2000 istituendo con disciplinare la Barbera D’Asti Superiore della sottozona Nizza, custodita in un cerchio ristretto di 18 Comuni intorno a Nizza Monferrato.

Una scintilla, la mano tesa ed i produttori del Nizza hanno puntato senza indugio su questa denominazione, forti dell’identificazione in una zona storica, attraverso il rilevante binomio Barbera/territorio per comunicare la riconoscibilità e l’espressione autentica di un prodotto in un’area dove le migliori esposizioni sono sempre state concesse a questa varietà che nel calice funge assolutamente da lettore.

associazione produttori nizzaDi conseguenza il 19 novembre del 2002 viene fondata l’Associazione di Produttori del Nizza, il primo Presidente è Michele Chiarlo alla guida di un’unione volontaria di vignaioli, oggi composta da 39 rappresentanti, con lo scopo di elevare la qualità media della produzione dei propri associati e promuovere la denominazione da poco ratificata. Le tecniche di vinificazione sono le stesse che molti di loro utilizzavano anche 10 anni prima ma lo spirito di coesione e il vigore della comunicazione hanno spalancato le porte con superlativo entusiasmo al salto di qualità raggiunto poi nel corso degli anni.

L’Associazione volontaria Nizza ha deciso sin da subito di produrre il proprio vino esclusivamente con la Barbera, nonostante il disciplinare da poco approvato consentisse di utilizzare fino a un 10% altre tipologie di uva autorizzate. La Barbera rappresenta per questo territorio il passato ed il presente ed il vitigno in Monferrato per comprovate caratteristiche non vuole essere tagliato. Un cammino concepito, dunque, da regole ancora più restrittive di quelle previste dalla normativa ed un’instancabile confronto tra i soci, realizzato anche con periodiche degustazioni rigorosamente alla cieca. Tutti fattori di crescita riscontrati da un ampio consenso qualitativo che ha spinto l’Associazione ad intraprendere un nuovo e decisivo passo per rendere “Nizza” il punto di riferimento della Barbera.

Nel 2010 viene da ultimo proposta la nuova denominazione, lineare e assennata, facile da menzionare con lo scopo di evidenziare l’unicità di un territorio ed il suo vino, senza legarsi esclusivamente al nome di un vitigno: l’idea è NIZZA DOCG

Nizza territorioTra le modifiche rilevanti il nuovo disciplinare prevede ufficialmente la vinificazione con il vitigno Barbera in purezza, il titolo alcolometrico complessivo di 13% non potrà essere arricchito con l’addizione di Mosto Concentrato o Mosto Concentrato Rettificato, una scelta professionale e forte che in annate sfavorevoli non vedrà di conseguenza la produzione del Nizza. Inoltre si da vita alla denominazione Nizza Riserva DOCG, con un affinamento minimo di 30 mesi, una dicitura che va di pari passo con le importanti doti di longevità e di evoluzione nel tempo di questo prodotto, testate durante la verticale di territorio dal fortunato pubblico.

Un obbligo, quindi, celebrare quest’avvenimento in maniera adeguata, un progetto in continuo fermento con nuove idee all’orizzonte che saranno certamente divulgate con ulteriori tour.

Al momento occorre attendere l’imminente approvazione del nuovo disciplinare al vaglio della Comunità Europea, successivamente sarà estremamente semplice e di impatto ordinare un Nizza.

Roma il 24 aprile 2014
Francesco Petroli

La zona del Nizza – i 18 Comuni

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