Il Nebbiolo e recensione del Barbaresco Santo Stefano Riserva 2004 – DOCG – Castello di Neive

nebbioloIL NEBBIOLO: In Piemonte il Nebbiolo rappresenta soltanto il 3% della produzione vinicola, la sua fama al contrario è gigantesca. Parliamo di un vitigno straordinario, difficile ed ostico da crescere, germoglia precocemente concedendosi impavido al rischio di gelate e matura tardi, con un ciclo vegetativo lungo tipico dei grandi vitigni. La sua storia affascina: già citato nel 1200 da Plinio il Vecchio nel suo libro XIV della Naturalis Historia, queste uve, che fino a metà del 1800 venivano vinificate dolci, erano state messe alla prova anche con un prodotto secco di cui abbiamo una testimonianza risalente al 1802 (v. foto Vino vecchio Nebbiolo lasciato diventare amaro).

cavour_baroloBAROLO, CAVOUR E REVISIONISMO STORICO: La grandezza del Nebbiolo raggiunge il suo riconoscimento di eccellenza intorno al 1850. Il Conte Camillo Benso di Cavour, che subiva il fascino dei grandi vini francesi di Borgogna e Bordeaux, nel 1840 circa chiamò in Italia il famoso enologo francese Louis Oudart. La richiesta  del Conte fu quella di vinificare, nelle Langhe  e precisamente presso le sue tenute a Grinzane,  il Pinot Nero. Tuttavia i tentativi non andarono a buon fine e pur riconoscendo un grande coraggio a Cavour ed il merito di aver ingaggiato per primo Louis Oudart, occorre tuttavia specificare che l’enologo francese, insoddisfatto dei risultati raggiunti con il Pinot Nero, lasciò Grinzane e assunto da Juliette Colbert, presso le tenute nel Comune di Barolo, intuì le grandissime potenzialità del Nebbiolo dando vita così al primo grande vino rosso da invecchiamento italiano che per l’appunto prese il nome “Barolo”.

Questa versione storica talvolta viene smentita, tuttavia è lecito chiedersi perché mai Camillo Benso di Cavour, che risiedeva al Castello di Grinzane, abbia chiamato la sua creazione, come alcuni sostengono, Barolo. Evidentemente non è semplice attribuire la nascita del più grande dei nostri vini a due francesi. Possiamo comunque consolarci specificando che quantomeno Juliette Colbert a seguito del matrimonio con il Marchese Carlo Tancredi Faletti di Barolo, è ben più nota con il suo nome italiano Giulia Faletti di Barolo (per chi volesse approfondire con fonti documentate si rimanda alla nota a margine del seguente articolo v. nota_1).

fotoBARBARESCO e CASTELLO DI NEIVE: Altra espressione di prestigio dell’eleganza e della finezza del nebbiolo è il Barbaresco, riconosciuto a vino DOC nel 1966 e a vino DOCG nel 1980, nasce nella Provincia di Cuneo nei paesi di Barbaresco, Treiso, Neive e nella frazione di San Rocco Seno d’Elvio del comune di Alba.  L’oggetto della seguente degustazione si riferisce alla Cantina Castello di Neive fondata dalla famiglia Stupino nel 1964, una produzione incentrata sulla valorizzazione degli antichi vigneti di proprietà, ubicati in zone vocate e di vere e proprie CRU nel caso del vigneto Santo Stefano, di 6 ettari vitati, con un’età delle viti di circa 40 anni ed un terreno con caratteristiche calcareo marnose. Ironia della sorte vuole che nel vecchio Castello, un tempo di proprietà del Conte di Castelborgo, siano conservate lettere di Louis Oudart e sempre a riconoscimento dell’unicità e della grandezza di questo “ terroir” si dice che una parte di queste uve siano vendute a Bruno Giacosa.

BARBARESCO SANTO STEFANO RISERVA 2004 – DOCG – CASTELLO DI NEIVE (enologo Claudio Roggero, 100% Nebbiolo, botte per 30 mesi): Si presenta di colore rosso granato, limpido e consistente, con un colore compatto ed una trasparenza coerente con le caratteristiche del vitigno. Al naso è intenso, elegante, complesso nei suoi aromi con una fattura esemplare degli stessi. Si riconosce un fruttato di ciliegia sotto spirito e di prugna matura, un floreale di rosa, importanti sentori eterei, poi cuoio, humus e odori terrosi, infine una leggera nota ferrosa ed un finale balsamico. Al palato è caldo e morbido con un tannino nobile, integrato perfettamente e con un’impulsività coerente con ciò che rappresenta il Barbaresco, di buona sapidità è dotata di una deliziosa e facile beva con un finale lungo in persistenza.  Punteggio 90/100. Euro 41.

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di Francesco Petroli – Roma, il 1° luglio 2013

Nota_1: Per quanto concerne l’aneddoto sopra citato relativo alla produzione del primo Barolo da parte di Louis Oudart e Juliette Colbert specifico che in primo luogo le notizie le ho reperite direttamente tramite una persona che considero un Maestro, il dr. Paolo Lauciani,  professore di lettere classiche e dottore di ricerca in filologia greca e latina nonché docente dell’Associazione Italiana Sommelier. In ogni caso per chi volesse approfondire con ulteriori fonti inserisco di seguito alcuni libri di riferimento:

  1. Le storie di un re di nome Barolo di Salvatore Marchese (1 nov. 1993)
  2. Barolo. Personaggi e mito di Maurizio Rosso e Chris Meier (24 set. 2001)
  3. Giulia Colbert di Barolo. Marchesa dei poveri di Angelo Montonati (2 mag. 2011)
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